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Sentiero alpinistico Ceria Merlone dai piani del Montasio

-> Adatto a: escursionisti esperti e piccole comitive attrezzate per vie escursionistiche ferrate
-> Perchè andarci: per uno splendido panorama su gran parte delle Alpi e Prealpi friulane
-> Dislivelli in salita: 1100 m
-> Sentiero: dal Rif. Brazzà per Creta di Terra Rossa e poi sentiero attrezzato Ceria Merlone
-> Tempo di percorrenza: ore 7
-> Cartografia: Ed. Tabacco - Alpi Giulie 019
-> Periodo migliore: da metà giugno a metà settembre
-> Dove dormire: rifugio di Brazzà (altopiani del Montasio)
-> Dove mangiare prima, durante e dopo: casa di Martino

Come arrivare alla partenza: da Sella Nevea proseguire per i piani del Montasio

il nostro percorso

Si parte da Sella Nevea per risalire in automobile la stretta e ripida strada asfaltata che porta agli alpeggi del Montasio. Dopo circa 6 chilometri si raggiunge un ampio parcheggio (1552 m) da cui si può ammirare il magnifico e imponente gruppo dello Jof di Montasio.
Il sentiero Ceria Merlone percorre vecchi percorsi di guerra che collegavano gli avamposti italiano durante la prima guerra mondiale. Inaugurato nel 1971, è stato dedicato alla memoria degli alpinisti triestini Celestino Ceria e Ruggero Merlone, precipitati dalla cresta del Monte Rosa il 1° agosto 1965.
Zaino in spalla si seguono le indicazioni per il rifugio G. Di Brazzà visibile a poche centinaia di metri di distanza. Si giunge al rifugio in circa 10 minuti camminando su una comoda carrareccia di servizio.

piani del Montasio

Lasciato alle spalle il rifugio Di Brazzà (1660 m) si inizia a salire lungo il sentiero che conduce alla Cima di Terrarossa. La salita, su un'ampia mulattiera dal soffice fondo erboso, è di facile percorrenza. Rapidamente si guadagna quota e se si è fortunati si possono incontrare esemplari di Stambecchi e qualche immancabile sentinella di Marmotta che si fanno riconoscere dai loro caratteristici fischi di allarme.

Stambecco marmotta

Dopo circa 1 ora 45 minuti di salita il sentiero si biforca sotto la Cima di Terrarossa. Il nostro percorso prosegue in direzione Forca de lis Sieris (m 2274). La forcella, fra i colonnati di calcare bianchissimo che la circondano, è il punto ideale per una sosta prima di affrontare il sentiero attrezzato Ceria Merlone e per ammirare l'incantabile panorama che guarda sul Nabois e lo Jof Fuart in primissimo piano.

sentiero per Cima di Terrarossa Forca de lis Sieris
In friulano de lis Sieris significa "delle condutture d'acqua", infatti sul versante Sud vi erano delle sorgenti dalle quali si convogliava l'acqua alle malghe dei Piani del Montasio.
Panorama sul Nabois e Jof Fuart

Dalla forcella in avanti il percorso diventa molto più impegnativo ed è sicuramente consigliabile affrontarlo con condizioni meteo molto stabili ed con un buon allenamento fisico. Il sentiero sale su un pendio detritico molto ripido circondato da rocce a sbalzo e caratteritici pinnacoli calacarei. La salita è attrezzata lungo una serie di canali e cornici mediamente esposti.



Si raggiunge così la spalla Ovest del Foronon del Buiz dove si incontra un piccolo sentiero che la percorre sotto la cresta di qualche decina di metri. Una breve e divertente salita, attrezzata con cavo metallico tra cenge e roccette, ci conduce in poco tempo alla vetta panoramica del Foronon del Buinz a 2531 m s.l.m., punto più alto dell'intero percorso caratterizzata dalla presenza di grossi massi disgregati.
In friulano Buiz indica l'arco di legno che utilizzavano le donne per portare i secchi d'acqua, che somiglia il profilo della cresta sommitale del foronòn, accrescitivo di foràn, che significa "vallone" o "grande cavità".
Il panorama su tutte le Alpi Giulie ci accompagna lungo la breve discesa verso la Sella Buinz a 2480 m, che è il punto più basso di tutta la traversata in cresta. In sella si trovano ancora resti di alcune cavità di guerra. Da qui si aggira sul versante Sud il Modeon dal Buinz, lungo uno spallone detritico fino a risalire il versante orientale.

Spallone del Foronon dal Buinz Dalla vetta del Foronon dal Buinz

Aiutati dal cavo metallico si scendono i primi facili salti di roccia mentre una successiva parete, breve ma piuttosto verticale, costituisce il passaggio tecnicamente più impegnativo del percorso. Rimanendo sulla sinistra si superano alcune placche rocciose attrezzate poi inevitabilmente ci si deve portare sul fondo del canale. (attenzione alla caduta sassi e neve in estate)

Quando finalmente la ripida e impegnativa discesa si esaurisce si percorre un suggestivo traverso in quota su vecchi camminamenti di guerra che sfruttano caratteristiche bancate rocciose pressoché orizzontali. Si risale per brevi tratti su una cengia erbosa fino alla Forcella della Val 2352 m dove si riprende il sentiero di guerra: uno spettacolare traverso su una cengia esposta ma larga e ben attrezzata nell'unico punto in cui essa si interrompe.



Spostandosi in parete su brevi cenge alternate a terrazzamenti detritici si attraversa un ghiaione pensile. Il sentiero scende prima una piccola parete, poi una ripida placca rocciosa attrezzata con una scaletta metallica (10 m), giungendo su una stretta cengia erbosa che aggira con percorso piuttosto aereo la cuspide sommitale di Punta Plagnis (2441 m) guadagnando nuovamente il filo di cresta fino alla Forcella del Cregendul (2340 m).

Il percorso costeggia la parete est della Cima della Puartate attraverso un sistema di cenge e bancate calcaree si superano frequenti ruderi di postazioni italiane rivolte verso le Cime Canestrin, un tempo austriache.
Al bivio segnalato n.625 che porta al rifugio Corsi si imbocca sulla sinistra il sentiero CAI n.626 che scende alcuni valloncelli erbosi traversando infine sulla destra il catino detritico che conduce alla forcella Lavinal dell'Orso (m 2138).

Si scende lungo una comoda mulattiera che conduce lungo una serie infinita di tornanti su un ripido pendio erboso alla Casera di Cregnedul di sopra (m 1515), attraversando un boschetto di larice ed abete rosso. Proseguendo lungo la carrereccia denominata "la via delle malghe" si attraversa prima Casera Larice e poi sempre lungo la pianeggiante strada sterrata si giunge ai piani del Montasio per arrivare al punto di partenza sotto il rifugio Di Brazzà.

le foto di quel giorno

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-> Data 19 giugno 2005
-> Condizioni meteo: sole e ottima visibilità
-> Partecipanti: Ivan, Viviana, Marco, Martina, Martino, Marcone, Mattia, Ileana, Paola, Andrea

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