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Monte San Martino
-> Adatto a: gita di mezza giornata autunnale o invernale-> Perchè andarci: per assaporare suoni e odori ancora incontaminati
-> Dislivelli in salita: 324 m
-> Sentiero: CAI 761 dal passo San Martino (663 m s.l.m.) e ritorno o variante per Topolò
-> Tempo di percorrenza: ore 2 (1.30 ore per la salita e 0.30 ore per la discesa)
-> Cartografia: Ed. Tabacco - Alpi Giulie 041
-> Periodo migliore: da ottobre a marzo
-> Dove dormire:
-> Dove mangiare prima, durante e dopo: Vernasso
Come arrivare alla partenza: da Cividale proseguire in direzione Vernasso. In località Ponte San Quirino svoltare a destra per risalire la valle del torrente Cosizza verso Clodig. In località Liessa si imbocca sulla destra la strada panoramica che sale prima a Brida fino a raggiungere il passo San Martino dove inizia il sentiero.

Poco prima della tabella segnaletica del Passo di San Martino (663 m s.l.m.) inizia a salire il sentiero CAI 761 che porta alla vetta del Monte San Martino. La traccia sale in una fitta castagneta incrociando una carrareccia militare. Dopo circa 20 minuti di cammino si giunge in prossimità di prati anora sfalciati dove si abbandona la strada e si prosegue lungo il sentiero che sale tagliando la dorsale del monte.

Il sentiero si allarga in una mulattiera che dopo un breve percorso sotto le pareti sommitali del Monte San Martino giunge alla Chiesa omonima, risalente al XIV secolo attualmente del tutto ristrutturata.

A pochi metri dall'edificio si scorge la vetta e in pochi passi si arriva alla bella e disboscata cima del monte San Martino, con libro di vetta e panca. Il panorama nelle giornate di cielo terso è meraviglioso: si può ammirare a est in primo piano il Monte Nero (nelle giornate invernali lo si vede ricco di neve) e tutto l'arco alpino delle prealpi e alpi Giulie.

Il Monte San Martino è legato ad un passato di conflitti: qui infatti nel 1848, come ricorda una lapide posta sul piazzale a lato della chiesa, i valligiani insorti contro la dominazione straniera, fronteggiarono eroicamente l'avanzata nelle valli del Natisone dell'esercito austro-ungarico in discesa verso Udine, dove erano iniziate le prime rivolte risorgimentali. L'importanza strategica di questo monte si manifesta anche durante il primo conflitto mondiale: il S.Martino apparteneva infatti alla seconda linea difensiva italiana, realizzata sul versante destro dell'Isonzo. Con l'invasione austriaca, iniziata il 24 ottobre 1917, che portò alla rotta di Caporetto, dopo il Matajur e il Colovrat, anche questo caposaldo difensivo cadde, lasciando via libera all'avenzata delle truppe nemiche verso Cividale. Poche tracce di trincea ormai interrate e la strada militare che sale alla cima dal fondovalle su versante Nord sono quanto rimane oggi a testimonianza di quel periodo storico.
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-> Data 15 gennaio 2006
-> Condizioni meteo: sole, e ottima visibilità. 0°C
-> Partecipanti: Paola, Martino, Marco, Martina, Anna, Marco, Emanuela, Andrea
