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Monte Zermula
-> Adatto a: escursionisti di montagna-> Perchè andarci: una suggestiva cresta, bella per il paesaggio e ricca di storia
-> Tempo di percorrenza: 3 ore in salita e 1 ora e 30 minuti per la discesa
-> Dislivello: 1047 metri (1082 Plan di Zermula – 2129 monte Zermula)
-> Sentiero: Alta Via dell'Incaroio - CAI n.442 e poi CAI n.442a
-> Cartografia: Ed. Tabacco – Alpi Carniche 09; Canal del Ferro 018
-> Periodo migliore: da giugno a settembre
-> Dove dormire: Rifugio Cason di Lanza
-> Dove mangiare prima, durante e dopo: Rifugio Cason di Lanza
Come arrivare alla partenza: da Tolmezzo si prosegue per Paluzza lungo la SS n.52 fino a Cedarchìs dove si svolta dopo il ponte sul Chiarsò sulla destra in direzione Paularo. Appena arrivati in paese si seguono le indicazioni per Misincinis e al primo bivio si sale lungo la strada che porta al Casòn di Lanza. La strada che sale da Pontebba è ancora inagibile in auto. Per completare l'anello previsto sono necessarie due autovetture: la prima sosta è al Plan del Zermula (punto di partenza), la seconda sosta è al Casòn di Lanza dove si arriva al termine della discesa.

Qui accadde ...
Il passo del cason di Lanza ha sempre avuto una notevole importanza per la sua posizione di transito favorevole ai numerosi emigranti che dovevano spostarsi in Stiria e Ungheria, a militari, viandanti, cacciatori e contrabbandieri che frequentavano la ripida strada che sale da Paularo e da Pontebba verso i piani di Lanza.Il ritrovamento di reperti litici e di una punta di lancia in bronzo presso la casera Valbertad bassa testimonia la frequentazione di questa importante via di comunicazione fin dal periodo Mesolitico Recente (5500 – 4500 a.C.). Successivamente anche i Romani sono transitati sui Piani di Lanza dato il ritrovamento di una moneta a Stua di Ramaz e di una tomba a Misincinis.
Il nome di Lanza (lancia) sembra si riferisca alla vittoriosa lotta delle milizie carniche contro i turchi
il 30 agosto1478, che hanno tutelato con fortificazioni la percorribilità del valico fino alla Grande Guerra.
Il monte Zermula rappresentò un importante baluardo strategico per le prime linee italiane durante la prima guerra mondiale.
La lunga e spaziosa cresta si prestava molto bene per essere attrezzata con trincee e caverne per rifugiarsi e con mulattiere per
organizzare i rifornimenti. Passeggiando lungo il sentiero che conduce alla vetta, si possono notare numerosi resti di queste
costruzioni dove non si svolsero le cruente battaglie che si incediarono sui vicini Pal Piccolo e Jof di Somdogna, ma entrambi
gli eserciti italiano ed austriaco dovettero combattere contro il nemico più temuto: l’inverno. Le truppe dovettero soppravvivere per lunghi periodi auttunali e invernali con scarsi mezzi di trasporto e limitati rifornimenti, impegnandosi in logoranti attività di manutenzione dei pezzi d’artiglieria e delle vie di comunicazione sotto la pressione di abbondanti nevicate (fino a nove metri di neve) e di violente valanghe.

La cresta sommitale del monte Zermula percorre il sentiero di guerra. Si cammina sull’agevole dorsale rocciosa incontrando numerosi resti di postazioni belliche e
Dalla Forca di Lanza si domina verso sud la conca di Paularo, con i densi e scuri boschi di conifere che si stendono dai pascoli sotto le casere Paluchian, Pizzul e Costa di Crignis fino a fondovalle. Con un po’di fortuna lungo il tratto di cresta è possibile osservare qualche esemplare di rapace come il gheppio, la poiana e alle volte l’aquila reale.
La discesa percorre

L’ampia e lunga sella si apre fra il massiccio devoniano Zermula e la dolce dorsale dello spartiacque che termina nella sella Val Dolce.
DA COMPLETARE!
-> Data 19 giugno 2001
-> Condizioni meteo: sole e ottima visibilità
-> Partecipanti: Gino, Sandro, Giorgio, Paola, Erica, Andrea
